Passeggiate di primavera.

I Colli Berici offrono molti itinerari per fare passeggiate o escursioni di tutti i tipi. A primavera è bello poter compiere dei percorsi che permettano di vedere nella maniera giusta e corretta scorci interessanti e suggestivi della Riviera Berica e dei Colli. Spesso si tratta di luoghi poco conosciuti, i quali, visitati camminando, si concedono in forme mai banali e aprono visioni curiose o inaspettate sulla nostra storia e ancor più sulla nostra preistoria. Uno dei percorsi più frequentato parte dalla piazza del mercato di Castegnero e si dirige in direzione Nanto, dove si arriva alla bella fontana Fosse, attigua al borgo rurale Costalunga. Qui, una grande villa agricola, villa Maffei, circondata da mura, rappresenta uno spaccato di storia del XV sec. ancora intatto. Da qui si può salire sul colle per raggiungere l’Antica Pieve di Nanto, il cui campanile svetta tra le fronde degli alberi circostanti. Questa costruzione risale al X sec e fino al XV sec è stata oggetto di rifacimenti e aggiunte: oggi è stata restaurata e recuperata appieno. Ne sono testimonianza i begli affreschi che la decorano, pur in maniera frammentaria, che raccontano storie di santi. Imponente il portale della fine del XV sec., finemente lavorato a bassorilievo sulla pietra di Nanto con stemmi nobiliari e allegorie esoteriche. Riprendendo il cammino e inerpicandosi sulla dorsale dei Colli si arriva ad un gruppo di case Torretta e poi, riscendendo, si arriva alla grande fontana di Trene, situata nei pressi degli omonimi covoli. In questi siti, diventati archeologici, gli scavi effettuati hanno evidenziato tracce umane risalenti a 20.000 anni fa, poco prima della’ultima glaciazione. Nei covoli abitati dai nostri progenitori si possono rilevare anche graffiti più tardi (XVI secolo) di qualche sventurato che qui trovò rifugio dalla calata dei Lanzichenecchi in Pianura Padana nel 1509. Continuando il percorso ed entrando nuovamente nel bosco, dopo aver attraversato case Rosato e Mason, si arriva al Capitello dei Basili e poi, attraverso una ripida salita, i Sermondi. Aggirando completamente a est l’ampio Monte Delle Rose, si prende un sentiero invero un po’ scomodo per raggiungere il covolo Murato di Castegnero. Così detto perché l’ampia apertura era chiusa da un muro con finestre e porta d’ingresso, usato probabilmente anche come magazzino in tempi più recenti dagli abitanti di Castegnero. Si narra che nel secolo scorso, fino agli anni Cinquanta, fosse abitato da un eclettico e leggendario personaggio del paese, la cui consorte si occupava di tessitura in un annesso laboratorio. All’interno del covolo si può notare anche qualche ciuffo della rarissima Sassiffraga berica. Da questo ultimo posto, si scende rapidamente alla fontana di Fontecchio per terminare l’itinerario alla chiesa parrocchiale di San Giorgio, di evidente denominazione longobarda, situata sopra il colle di Castegnero e raggiungibile anche con la caratteristica scalinata, e sorta sul luogo dove un tempo si ergeva il tempio romano dedicato alla dea Fortuna in seguito sostituito da un castello medievale. ph.magicoveneto.it

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