Passeggiate di primavera fra Lapio e il Lago di Fimon.

Lapio, chi era costui? Un filosofo? Uno studioso? Un uomo illustre? Niente di tutto questo. Citando Don Abbondio, possiamo rispondere dicendo che il nostro Lapio è tutto meno che una persona fisica. Infatti è una delle varie frazioni che popolano i Colli attorno al bacino del Lago di Fimon e appartiene al Comune di Arcugnano. Secondo alcuni studiosi il suo nome deriva dal latino Lapideum (roccioso; sassoso), termine poi dissimulato in Lapio. Molte sono le passeggiate che dalla cima della collina percorrono il dorsale in mezzo ai boschi di latifoglie, oppure si spingono fino alle rive del Lago, o viceversa, da Fimon si protendono fino ad arrivare alla chiesa della minuscola frazione. Uno dei più suggestivi ha inizio attorno al secondo imbarcadero percorrendo via Lago di Fimon e immettendosi su di una strada sterrata che solitamente viene percorsa dai carri agricoli e che risale a mezza costa la Val dei Carrari. Mano a mano che si prosegue si entra nel territorio di Lapio, in prossimità della Villa Ca’ del Sole e, fra piccoli gruppi di case, campi, vigne e boschi si apre la via per ritornare gradualmente verso valle. Tutto attorno si può ammirare la teoria ondulata dei Colli Berici, molto rigogliosi in questo versante che dona tratti di grande dolcezza ad un paesaggio con molti insediamenti umani. Si compie un ampio giro raggiungendo nuovamente il Lago da parte di via Covolo e si ritorna al punto di partenza percorrendo via Boeca e il tratto finale della pista ciclabile.

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