Eventi

Buona la prima!

La Porta d’Oriente si è aperta per dare inizio alla nuova rassegna delle Buone Tavole dei Berici. La Locanda di Piero di Renato Rizzardi e Sergio Olivetti – in stretta collaborazione con gli chef Roberto Berno, Monica Gianesin, Giuseppe Zamboni, Davide Pauletto – ha ospitato il primo evento della nuova stagione. Il tema dell’intreccio culturale, delle contaminazioni enogastronomiche e sociali, ha avuto il suo debutto alla grande con una immediata e ampia risposta da parte degli ospiti convenuti.

Cucina d’Oriente nelle trame di quella vicentina e veneta. Una prima tappa che segna un percorso di alchimie e convivenze fra gusti e sapori, fra cotture e modi di vita, all’insegna della ricerca delle proprie radici mediata da un consapevole sguardo al futuro.

Creatività e abilità, unite ad esperienza e profonda conoscenza del territorio, posano la prima pietra di una più ampia e complessa struttura storica e culturale, che terminerà nel 2020 volgendo lo sguardo a 360° gradi verso quegli Orizzonti Berici fatti di cibo, contaminazioni, storia e religione.

La leggenda della Porta d’Oriente: il 6 giugno alla Locanda di Piero.

Chiudete gli occhi. E immaginate di essere a Venezia, in riva al bacino di San Marco. Pensate di essere al tempo in cui la Serenissima era una delle più grandi potenze del mondo conosciuto, dominatrice di terra e di mare. Immaginate di essere presente all’attracco di una grande nave in arrivo dall’Oriente, carica di tessuti preziosi, di nuovi semi per nuove colture e di una varietà incredibile di spezie.

Ora annusate. Nelle narici vi entreranno gli aromi della noce moscata, della cannella o del cardamomo, oppure le fragranze pungenti del cumino o del coriandolo, insieme alla curcuma e allo zenzero. Un mix particolare e inebriante che si spande nell’aria salmastra della laguna, acquistando una nuova identità, un nuovo inizio per altri riti e altri racconti. Così i profumi e la magia dell’Oriente saranno riportati in tavola, per una serata eccezionale, fatta di culture che si intrecciano, di rituali che si perpetuano, di usanze che si contaminano.

Giovedì 6 giugno alla Locanda di Piero le Buone Tavole dei Berici vi faranno immergere in questo clima, in questo mood, dove l’Oriente incontra la tradizione veneta. Il titolo, proposto dal curatore della rassegna Giovanni Veronese, è davvero tutto un programma “La leggenda della porta d’Oriente: il riso, le spezie e l’influenza orientale in Veneto nelle preparazioni e nelle cotture.” Le materie prime saranno declinate secondo criteri di creatività e di contaminazione nel solco della tradizione, nella quale si perpetuano moltissime preparazioni orientali, anche attraverso metodi di cottura come il fritto e la cottura lenta, o preparazioni particolari come l’agrodolce o il saôr.

Le Buone Tavole dei Berici hanno celebrato la primavera con una serata speciale.

“Cibus in Itinere. Un percorso di successo. Una nuova pagina del territorio” è stata la cena che le Buone Tavole dei Berici hanno organizzato al Rovere, dove il fil rouge della creatività e della cucina hanno dato vita ad una sorta di ponte fra l’ultima rassegna e la prossima, in programma a partire dai prossimi mesi sempre a cura dell’enogastronomo Giovanni Veronese.

Un richiamo alle tradizioni e alle materie prime usate in modo dinamico e innovativo, cifre essenziali dell’ultima edizione, dove i cuochi si sono fatti parte attiva non solo della cucina, ma anche dell’approccio con il pubblico, che ha potuto divertirsi a scoprire insieme a loro tecniche e abbinamenti.

Il menu diventa fluido e mai scontato, mentre i piatti seguono una cadenza nuova e non banale. Una serata in omaggio agli ospiti e una sorta di promemoria per chi ha già avuto modo di degustare le pietanze ideate dagli chef e per chi purtroppo non ci è riuscito. Presenti anche i produttori Daniele Piccinin e Francesco Maule che hanno introdotto i segreti dei loro vini.

Tra le proposte del 4 aprile al Rovere ricordiamo degli intriganti avannotti di trota fritti, con caviale di verdure, accanto a millefoglie di grano saraceno con trota, caprino e semi di senape. Tortelli al checheto (il galletto allevato in casa) e orzo al nero di seppia hanno accompagnato il palato fino alla battuta di scamone, ai mini hamburger di seppia e baccalà fritto e al petto di faraona con spugnole. Yogurt con melissa, mela candita e zaeti insieme alla sabbiosa con crema al mascarpone e finto caviale al caffè Borghetti hanno chiuso in bellezza. Grandi vini del territorio i partner ideali per le portate del menu, in una serata da ricordare.