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Itinerari veneti di primavera.

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Il Veneto è la Regione ideale per essere mèta di ogni tipo di itinerario: è infatti una terra a molte sfaccettature, che, come un diamante, offre sempre un lato nuovo e scintillante da qualsiasi punto di vista. Per gli amanti della natura si possono trovare molti ambienti vari e diversi tra loro dove ammirare paesaggi incantevoli, rilassarsi e fare passeggiate all’aria aperta. Dal mare al lago, dalla campagna alla montagna, passando per colline incantate ricche di fascino e di storia. In primavera, poi, le attività sportive diventano outdoor e si intensificano le occasioni per praticare qualche attività: passeggiate, escursioni in mountain bike o a cavallo per colline e campagne, alla scoperta del territorio. Senza dimenticare gli sport acquatici, come canoa e winsdurf sui laghi veneti, oppure birwatching, unito al trekking. Il Veneto è famoso anche per la sua enogastronomia che trova spazio in numerosi e affascinanti itinerari fra le Cantine e i sapori tipici regionali. La primavera diventa perciò un momento ideale per fare scouting, andando alla scoperta di nuovi prodotti che saranno perfettamente abbinati a quelli più conosciuti e rinomati. E così si entra anche negli itinerari d’arte, dove le città venete fanno a gara per essere scelte e visitate, tante le offerte e le proposte sono molteplici e interessanti. Dal più piccolo borgo, semisconosciuto al grande pubblico fino alla grande Venezia, tutto il territorio freme e pulsa di bellezze artistiche e architettoniche, aprendo altri spazi culturali con mostre, convegni, incontri e iniziative. Ancora un ultimo tassello per la primavera veneta la danno le terme. Gli itinerari del benessere sono diffusi in terra veneta e dalle zone vulcaniche degli Euganei si spingono fino alle acque salutari delle Piccole Dolomiti vicentine con Recoaro e le sue fonti, passando per Sirmione e Caldiero conosciute fin dai tempi degli antichi romani.

Passeggiate di primavera fra le Fontane di Zovencedo.

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Intraprendere un itinerario fra i Colli in questa stagione è davvero facile. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Un esempio interessante e quanto mai piacevole è la passeggiata delle Fontane di Zovencedo. Si parte dall’inizio di via Gazzo, dove si trova una strada in salita con fondo di cemento che porta ad un sentiero sterrato che incomincia a salire sul colle. A mano a mano che si sviluppa la salita si apre sempre più la veduta sulla Val Gazzo e ci si inoltra in boschi di alberi di Giuda, acacie e biancospini. Oltre la valle si intravvede già la spianata di Zovencedo. Superato un piccolo piazzale si sale nuovamente e si entra in una vegetazione più fitta, con prevalenza di carpino nero e castagno e un sottobosco ricco di pungitopo. Qui il sentiero gira fino alla località Ca’ Bertoldo. Il percorso prosegue sulla strada sterrata e si arriva alla Fontana del Monte, detta anche Fontana dei Ciciani. Poco oltre, si gira ad un bivio e si va verso nord-est e si continua a salire fino ad un edificio restaurato, Ca’ Giacomoni, circondato di viti e ulivi. E da qui si può godere della splendida vista sull’inizio della Val Liona. Andando avanti sul crinale si arriva in vista di un’abitazione, che si lascia sulla destra per giungere a scorgere le prime case di San Gottardo. Arrivati alla sommità della collina si ammira il meraviglioso panorama e poi si perviene in via Borgo, che deve essere percorsa in senso contrario per tornare a scendere verso valle. Il cammino porta, dopo 200 metri circa, alla Fontana del Borgo antico e ad un’ampia strada cementata, che si percorre fino a prendere la biforcazione di destra della medesima via e arrivare ad un gruppo di case (località Franceschini). Alla fine della contrada, la strada torna ad essere un sentiero che scende in mezzo al bosco. Dopo circa 150 metri, c’è un tornante e si arriva ad un’altra fontana, la Fontana delle Donne (o della Fede), vicino all’ingresso di una cava di pietra, dal cui piazzale si può osservare l’inizio della Val Gazzo, che si raggiunge tramite una stradina ripida. Arrivati a poche isolate abitazioni e a qualche campo coltivato, si procede incontrando un capitello dedicato a Santa Barbara, per poi proseguire fino al punto di partenza.

Passeggiate di primavera.

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I Colli Berici offrono molti itinerari per fare passeggiate o escursioni di tutti i tipi. A primavera è bello poter compiere dei percorsi che permettano di vedere nella maniera giusta e corretta scorci interessanti e suggestivi della Riviera Berica e dei Colli. Spesso si tratta di luoghi poco conosciuti, i quali, visitati camminando, si concedono in forme mai banali e aprono visioni curiose o inaspettate sulla nostra storia e ancor più sulla nostra preistoria. Uno dei percorsi più frequentato parte dalla piazza del mercato di Castegnero e si dirige in direzione Nanto, dove si arriva alla bella fontana Fosse, attigua al borgo rurale Costalunga. Qui, una grande villa agricola, villa Maffei, circondata da mura, rappresenta uno spaccato di storia del XV sec. ancora intatto. Da qui si può salire sul colle per raggiungere l’Antica Pieve di Nanto, il cui campanile svetta tra le fronde degli alberi circostanti. Questa costruzione risale al X sec e fino al XV sec è stata oggetto di rifacimenti e aggiunte: oggi è stata restaurata e recuperata appieno. Ne sono testimonianza i begli affreschi che la decorano, pur in maniera frammentaria, che raccontano storie di santi. Imponente il portale della fine del XV sec., finemente lavorato a bassorilievo sulla pietra di Nanto con stemmi nobiliari e allegorie esoteriche. Riprendendo il cammino e inerpicandosi sulla dorsale dei Colli si arriva ad un gruppo di case Torretta e poi, riscendendo, si arriva alla grande fontana di Trene, situata nei pressi degli omonimi covoli. In questi siti, diventati archeologici, gli scavi effettuati hanno evidenziato tracce umane risalenti a 20.000 anni fa, poco prima della’ultima glaciazione. Nei covoli abitati dai nostri progenitori si possono rilevare anche graffiti più tardi (XVI secolo) di qualche sventurato che qui trovò rifugio dalla calata dei Lanzichenecchi in Pianura Padana nel 1509. Continuando il percorso ed entrando nuovamente nel bosco, dopo aver attraversato case Rosato e Mason, si arriva al Capitello dei Basili e poi, attraverso una ripida salita, i Sermondi. Aggirando completamente a est l’ampio Monte Delle Rose, si prende un sentiero invero un po’ scomodo per raggiungere il covolo Murato di Castegnero. Così detto perché l’ampia apertura era chiusa da un muro con finestre e porta d’ingresso, usato probabilmente anche come magazzino in tempi più recenti dagli abitanti di Castegnero. Si narra che nel secolo scorso, fino agli anni Cinquanta, fosse abitato da un eclettico e leggendario personaggio del paese, la cui consorte si occupava di tessitura in un annesso laboratorio. All’interno del covolo si può notare anche qualche ciuffo della rarissima Sassiffraga berica. Da questo ultimo posto, si scende rapidamente alla fontana di Fontecchio per terminare l’itinerario alla chiesa parrocchiale di San Giorgio, di evidente denominazione longobarda, situata sopra il colle di Castegnero e raggiungibile anche con la caratteristica scalinata, e sorta sul luogo dove un tempo si ergeva il tempio romano dedicato alla dea Fortuna in seguito sostituito da un castello medievale. ph.magicoveneto.it