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Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia.

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Il Veneto è risultato essere la prima regione turistica d’Italia e la sesta d’Europa. Un dato emerso dalla relazione stilata a quattro mani da Mara Manente, direttrice del Centro internazionali di studi sull’economia turistica (Ciset) che fa capo all’Università Ca’ Foscati di Venezia, e Stefano Marchioro, responsabile del settore Progetti territoriali e governante del turismo regionale del Veneto. Nei dati emrege che nel 2017 il Veneto ha registrato 19,2 milioni di arrivi (+7,4%) e 69 milioni di pernottamenti (+5,8%), conquistando il primato italiano cn il 16% degli arrivi e delle presenze totali. I flussi turistici si sono concentrati nelle prime 50 località turistiche del Veneto, che hanno intercettato il 90% dei visitatori, generando una spesa di oltre 17 miliardi di euro, cioè una somma che supera di gran lunga quella di comparti economici vivaci come agricoltura, agrifood e moda. Secondo i dati del Ciset, in Veneto il turismo (sommando anche la nuova branca del turismo enogastronomico) vale il 10% del Pil e il 18% dei consumi interni, ma anche e soprattutto mezzo milione di posti di lavoro

Itinerari veneti di primavera.

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Il Veneto è la Regione ideale per essere mèta di ogni tipo di itinerario: è infatti una terra a molte sfaccettature, che, come un diamante, offre sempre un lato nuovo e scintillante da qualsiasi punto di vista. Per gli amanti della natura si possono trovare molti ambienti vari e diversi tra loro dove ammirare paesaggi incantevoli, rilassarsi e fare passeggiate all’aria aperta. Dal mare al lago, dalla campagna alla montagna, passando per colline incantate ricche di fascino e di storia. In primavera, poi, le attività sportive diventano outdoor e si intensificano le occasioni per praticare qualche attività: passeggiate, escursioni in mountain bike o a cavallo per colline e campagne, alla scoperta del territorio. Senza dimenticare gli sport acquatici, come canoa e winsdurf sui laghi veneti, oppure birwatching, unito al trekking. Il Veneto è famoso anche per la sua enogastronomia che trova spazio in numerosi e affascinanti itinerari fra le Cantine e i sapori tipici regionali. La primavera diventa perciò un momento ideale per fare scouting, andando alla scoperta di nuovi prodotti che saranno perfettamente abbinati a quelli più conosciuti e rinomati. E così si entra anche negli itinerari d’arte, dove le città venete fanno a gara per essere scelte e visitate, tante le offerte e le proposte sono molteplici e interessanti. Dal più piccolo borgo, semisconosciuto al grande pubblico fino alla grande Venezia, tutto il territorio freme e pulsa di bellezze artistiche e architettoniche, aprendo altri spazi culturali con mostre, convegni, incontri e iniziative. Ancora un ultimo tassello per la primavera veneta la danno le terme. Gli itinerari del benessere sono diffusi in terra veneta e dalle zone vulcaniche degli Euganei si spingono fino alle acque salutari delle Piccole Dolomiti vicentine con Recoaro e le sue fonti, passando per Sirmione e Caldiero conosciute fin dai tempi degli antichi romani.

Passeggiate di primavera fra le Fontane di Zovencedo.

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Intraprendere un itinerario fra i Colli in questa stagione è davvero facile. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Un esempio interessante e quanto mai piacevole è la passeggiata delle Fontane di Zovencedo. Si parte dall’inizio di via Gazzo, dove si trova una strada in salita con fondo di cemento che porta ad un sentiero sterrato che incomincia a salire sul colle. A mano a mano che si sviluppa la salita si apre sempre più la veduta sulla Val Gazzo e ci si inoltra in boschi di alberi di Giuda, acacie e biancospini. Oltre la valle si intravvede già la spianata di Zovencedo. Superato un piccolo piazzale si sale nuovamente e si entra in una vegetazione più fitta, con prevalenza di carpino nero e castagno e un sottobosco ricco di pungitopo. Qui il sentiero gira fino alla località Ca’ Bertoldo. Il percorso prosegue sulla strada sterrata e si arriva alla Fontana del Monte, detta anche Fontana dei Ciciani. Poco oltre, si gira ad un bivio e si va verso nord-est e si continua a salire fino ad un edificio restaurato, Ca’ Giacomoni, circondato di viti e ulivi. E da qui si può godere della splendida vista sull’inizio della Val Liona. Andando avanti sul crinale si arriva in vista di un’abitazione, che si lascia sulla destra per giungere a scorgere le prime case di San Gottardo. Arrivati alla sommità della collina si ammira il meraviglioso panorama e poi si perviene in via Borgo, che deve essere percorsa in senso contrario per tornare a scendere verso valle. Il cammino porta, dopo 200 metri circa, alla Fontana del Borgo antico e ad un’ampia strada cementata, che si percorre fino a prendere la biforcazione di destra della medesima via e arrivare ad un gruppo di case (località Franceschini). Alla fine della contrada, la strada torna ad essere un sentiero che scende in mezzo al bosco. Dopo circa 150 metri, c’è un tornante e si arriva ad un’altra fontana, la Fontana delle Donne (o della Fede), vicino all’ingresso di una cava di pietra, dal cui piazzale si può osservare l’inizio della Val Gazzo, che si raggiunge tramite una stradina ripida. Arrivati a poche isolate abitazioni e a qualche campo coltivato, si procede incontrando un capitello dedicato a Santa Barbara, per poi proseguire fino al punto di partenza.