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Perchè Natale è il 25 dicembre?

La data, ovviamente, non coincide in nessun modo con quella della nascita di Gesù, che non è citata nei Vangeli (tra l’altro, solo Luca e Matteo ne parlano). Ogni tentativo di dedurre l’anno o il mese e il giorno dal racconto degli evangelisti non ha dato risultati chiari e accettabili, neppure per stabilire l’anno. Il più antico documento al quale ci si riferisce di solito per datare l’inizio della celebrazione del Natale al 25 dicembre si chiama “Cronografo del 354”. È un testo di un letterato che contiene fatti e persone della storia romana nel quale si dice che nel 336, cioè pochi anni prima che fosse scritto, la nascita di Gesù veniva celebrata il 25 dicembre. I Romani chiamavano questo giorno Natalis, anzi Dies Natalis Sol Invictus. Per il Cristianesimo fu abbastanza ovvio trasporre il simbolismo della vittoria sulle tenebre nell’apparizione della figura di Cristo sulla Terra. Ma in nessun modo la Chiesa definì mai questo punto, lasciando che il giorno del Natale di Gesù si affermasse come semplice tradizione. Il solstizio in realtà si celebrava a Roma all’interno dei Saturnalia, una settimana di festeggiamenti legati a questo evento astronomico durante i quali ci si scambiavano doni e che erano anche una sorta di carnevale, in cui si ribaltavano i ruoli e gli schiavi potevano comandare. Probabilmente finivano prima del 25 dicembre. Secondo alcune fonti la data del 25 dicembre come ultimo giorno di queste feste e celebrazione del Natale del Sole fu decisa dall’imperatore Aureliano, attorno al 274 dopo Cristo. A dare retta a quel che dice Ratzinger, l’imperatore sarebbe intervenuto addirittura dopo l’inizio delle celebrazioni cristiane del Natale il 25 dicembre. Comunque stiano le cose (e nessuno pare sia riuscito a stabilirlo con assoluta chiarezza) Aureliano aveva istituito un vero culto solare, legato al dio Mitra, con tanto di templi e sacerdotesse. Cinquant’anni prima ci aveva provato anche un altro imperatore, Eliogabalo, con pochissima fortuna (era finito assassinato). Nel 1993 Karol Wojtyla, uomo pragmatico, durante l’udienza di preparazione del Natale non si sprecò in molte parole. “La data del 25 dicembre, com’è noto, è convenzionale”, disse.(fonte“La Stampa”)

Il ristorante. Modello di lifestyle.

Che cosa c’è di più piacevole e rilassante dell’essere serviti da un cameriere impeccabile, guanti e mascherina di prassi, mentre le distanze fra i commensali sono rispettate e in cucina vengono creati piatti sopraffini? L’atmosfera è accogliente, magari con un filo di musica di sottofondo, luci calibrate e responsabile di sala gentile ed esperto che ti fa accomodare al tuo posto preferito. Il menu, plastificato oppure di carta usa e getta, ti illumina sulle prelibatezze che il cuoco ha deciso di realizzare per la propria clientela. C’è tutta la passione di chi prepara e la magia della trasformazione: da crudo a cotto, ecco che anche un semplice porro può diventare sublime. E che dire delle carni, e dei pesci! Il tutto abbinato a vini perfettamente equilibrati che i sommelier della Casa sanno consigliare e invitano ad apprezzare. I dessert, infine, sono il tassello finale di una cena o di un pranzo perfetti. Il ristorante: stare bene insieme.

Let the show begin: che lo spettacolo abbia inizio!

La Fase 2 è iniziata e ristoratori delle Buone Tavole dei Berici si sono attrezzati per farvi fronte. Ogni ristorante è stato sanificato e ha organizzato le aree di consumo per la clientela secondo le nuove norme regionali. L’ansia per la riapertura è tanta: ci sono ancora tanti punti da chiarire, tante domande senza risposta, ma ora si parte, anzi si ri-parte! Il calendario delle riaperture vede la Trattoria Zambon rompere il ghiaccio, con il restart fissato per mercoledì 20, imitato da La Sosta, il bistrot de Le Vescovane, che, invece, riaprirà i battenti giovedì 21. Sempre il prossimo giovedì  vedrà la riapertura di Antica Trattoria Al Sole e di Trattoria Albergo Isetta. Infine, venerdì 22, sarà il turno de La Locanda di Piero. I menu saranno più agili, forse un po’ più leggeri e per qualche mese verrà mantenuto il servizio di asporto, ma non verrà mai meno la qualità e l’impronta della cucina tradizionale con uno sguardo all’innovazione, caratteristica peculiare delle Buone Tavole dei Berici. E ora, let the show begin: che lo spettacolo abbia inizio!