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Primavera a passo di delivery.

Non abbiamo osato scrivere “a passo di danza” perché questo, ahinoi, siamo ancora lungi dal poterlo fare. Il cammino per uscire dalla pandemia è ancora arduo e faticoso. Però non per questo rinunciamo a darvi la possibilità di vivere nel migliore dei modi questo stato di emergenza continua. I nostri servizi di delivery e di asporto sono sempre attivi.

I nostri menu sono sempre vari e seguono la stagionalità dei prodotti del territorio. Non solo, ma cerchiamo anche di accontentarvi nella scelta dei vostri piatti: vi seguiamo anche da remoto, attraverso indicazioni chiare e precise su come scaldare un pasticcio o rigenerare un arrosto.

Siamo sempre al vostro fianco anche negli abbinamenti enologici. La nostra cantina è a vostra disposizione, per fa diventare una festa ogni cena a casa vostra.

Se vorrete ritrovare il gusto della convivialità, l’occasione vi è offerta a pranzo, quando tutti i cinque ristoranti delle Buone Tavole dei Berici presentano creatività e tradizione nei loro piatti.

Troverete erbette spontanee, piselli dolci, carni prelibate, pesce prelibato e nuovi modi di gustare e servire ingredienti familiari, come merluzzo, maialino o manzetto: una tavola davvero gustosa e primaverile. Compresi i dessert, che, a fine pasto, sono sempre delle dolci certezze.

Perchè Natale è il 25 dicembre?

La data, ovviamente, non coincide in nessun modo con quella della nascita di Gesù, che non è citata nei Vangeli (tra l’altro, solo Luca e Matteo ne parlano). Ogni tentativo di dedurre l’anno o il mese e il giorno dal racconto degli evangelisti non ha dato risultati chiari e accettabili, neppure per stabilire l’anno. Il più antico documento al quale ci si riferisce di solito per datare l’inizio della celebrazione del Natale al 25 dicembre si chiama “Cronografo del 354”. È un testo di un letterato che contiene fatti e persone della storia romana nel quale si dice che nel 336, cioè pochi anni prima che fosse scritto, la nascita di Gesù veniva celebrata il 25 dicembre. I Romani chiamavano questo giorno Natalis, anzi Dies Natalis Sol Invictus. Per il Cristianesimo fu abbastanza ovvio trasporre il simbolismo della vittoria sulle tenebre nell’apparizione della figura di Cristo sulla Terra. Ma in nessun modo la Chiesa definì mai questo punto, lasciando che il giorno del Natale di Gesù si affermasse come semplice tradizione. Il solstizio in realtà si celebrava a Roma all’interno dei Saturnalia, una settimana di festeggiamenti legati a questo evento astronomico durante i quali ci si scambiavano doni e che erano anche una sorta di carnevale, in cui si ribaltavano i ruoli e gli schiavi potevano comandare. Probabilmente finivano prima del 25 dicembre. Secondo alcune fonti la data del 25 dicembre come ultimo giorno di queste feste e celebrazione del Natale del Sole fu decisa dall’imperatore Aureliano, attorno al 274 dopo Cristo. A dare retta a quel che dice Ratzinger, l’imperatore sarebbe intervenuto addirittura dopo l’inizio delle celebrazioni cristiane del Natale il 25 dicembre. Comunque stiano le cose (e nessuno pare sia riuscito a stabilirlo con assoluta chiarezza) Aureliano aveva istituito un vero culto solare, legato al dio Mitra, con tanto di templi e sacerdotesse. Cinquant’anni prima ci aveva provato anche un altro imperatore, Eliogabalo, con pochissima fortuna (era finito assassinato). Nel 1993 Karol Wojtyla, uomo pragmatico, durante l’udienza di preparazione del Natale non si sprecò in molte parole. “La data del 25 dicembre, com’è noto, è convenzionale”, disse.(fonte“La Stampa”)

Il ristorante. Modello di lifestyle.

Che cosa c’è di più piacevole e rilassante dell’essere serviti da un cameriere impeccabile, guanti e mascherina di prassi, mentre le distanze fra i commensali sono rispettate e in cucina vengono creati piatti sopraffini? L’atmosfera è accogliente, magari con un filo di musica di sottofondo, luci calibrate e responsabile di sala gentile ed esperto che ti fa accomodare al tuo posto preferito. Il menu, plastificato oppure di carta usa e getta, ti illumina sulle prelibatezze che il cuoco ha deciso di realizzare per la propria clientela. C’è tutta la passione di chi prepara e la magia della trasformazione: da crudo a cotto, ecco che anche un semplice porro può diventare sublime. E che dire delle carni, e dei pesci! Il tutto abbinato a vini perfettamente equilibrati che i sommelier della Casa sanno consigliare e invitano ad apprezzare. I dessert, infine, sono il tassello finale di una cena o di un pranzo perfetti. Il ristorante: stare bene insieme.