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W le Donne!

Non sarà certo la più facile Giornata della Donna della storia. Ma sicuramente sarà molto ricordata. Non solo perché l’incubo conoravirus sta cambiando (e ha cambiato) le nostre abitudini: basta feste per sole signore con spogliarellisti nei locali del centro, non più party a tema o happening in città. La Festa della Donna rappresenterà ancor più  un punto fermo, un valido motivo di riflessione e di meditazione. Oggi forse più che mai. Un pensiero va a tutte le donne che stanno lavorando incessantemente ad arginare il contagio, a quelle che stanno curando i pazienti infetti o semplicemente si stanno preoccupando per la salute dei propri cari, mariti, figli o genitori anziani che siano. Un grande abbraccio virtuale  – politically correct – a tutte le donne che in questo momento difficile sanno tenere la rotta e affrontare con lo spirito giusto l’emergenza. Nel modo che solo le donne da millenni sanno fare. Con pazienza, forza, determinazione, generosità e saggezza. W le Donne!

Arriva il Carnevale!

Maschere, stele filanti, costumi, travestimenti…tutto per onorare Messer Carnevale che quest’anno terminerà il 25 febbraio. I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività molto antiche, come per esempio le dionisache greche (le antesterie) o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l’ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all’inizio del carnevale seguente. Nel Veneto, il Carnevale di Venezia è il più prestigioso. Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del  1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevalee viene citato per la prima volta. L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie  veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’ antica Roma di concedere alla popolazione, soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati. Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si teneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’ aristocrazia. Tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all’interno della Repubblica di Veneziaa, che poneva rigidi limiti ai suoi cittadini su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico.

Buon 2020 a tutti!

E’ bello festeggiare il Nuovo anno in compagnia. E ancora di più se lo si festeggia con la buona cucina. Una cucina che sa diventare ricca, sontuosa ma leggera, dove i sapori si rincorrono come un rimpiattino di gusto. E allora si proceda con gli antipasti! Carpaccio di trota salmonata in casa con cous cous agli agrumi e sedano croccante. Oppure baccalà in pralina con batata americana, uvetta, pinoli e chutney di rapa rossa. Sempre baccalà a in forma i frittella o ancora flan di zucca su leggera fonduta di Grana Padano Dop. Piccoli piatti appetitosi a buffet, come code di gambero in tempura, canestrelli gratinati, carpaccio di ricciola allo zenzero, radicchio e nocciola. Oppure ancora focaccia croccante con prosciutto crudo e scaglie di Stravecchio e piccoli assaggi di lenticchie e cotechino di buon auspicio. Fra i primi piatti, ecco la crema di topinambur con ostriche, caviale e spuma di mare, in alternanza all’orzotto mantecato alle code di gamberi, radicchio di Treviso e quark al lime, in competizione con i tortelli al foie gras con mostarda leggera di mele, porcini ed erba cipollina. O la crema di patate e porri con gambero rosso che scambia il testimone con i tortelli di ricotta al tartufo nero dei Colli, senza dimenticare il risotto alle “canocie” con carciofi e polvere di pomodoro o ravioli alla faraona, tartufo e castagne. Nei secondi, protagonista è il pesce con il trancio di ricciola alle erbetta o braciolettina di pesce spada su insalata di finocchio, arancia e patate. In alternativa, petto di fagiano farcito alle prugne, mele e castagne con crema al tartufo bianco. Sorbetto al mandarino, semifreddo al mandorlato, semifreddo al gianduia , croccante di mandorle e mela cotogna terminano la cena, che per essere comunque finita del tutto, aspetta alla fine la millefoglie con crema al mascarpone, cioccolato fondente e lamponi e la piccola pasticceria. Non c’è davvero modo migliore di incominciare un Nuovo Anno: Trattoria Albergo Isetta , le Vescovane , la Locanda di Piero, Antica Trattoria Al Sole , Trattoria Zamboni augurano Buon 2020!