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Cibus in Itinere. Una pausa e poi si ricomincia.

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L’ultima serata della rassegna enogastronomica 2017 – 2018 ha suggellato la bontà della formula, attraverso il gradimento di un pubblico attento e soddisfatto. Cibus in Itinere rinnoverà i suoi percorsi nella prossima stagione, dove ingredienti, creatività e cultura si uniranno ancora una volta per proporre percorsi di gusto sempre più nuovi, sempre più attenti alle rinnovate esigenze della clientela e sempre più vivaci e stimolanti. I racconti del cibo saranno declinati sempre sotto la guida di Giovanni Veronese, che metterà a punto equilibri e armonie assieme ai cuochi delle Buone Tavole dei Berici per una nuova stagione all’insegna della conoscenza e della qualità. L’estate servirà da breve pausa per ricaricarsi, in vista di un nuovo ciclo ricco di contenuti e di sorprese. Un arrivederci carico di aspettative. Buona estate!

I percorsi del cibo nella tarda primavera.

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Asparagi ancora freschi e croccanti si rivestono di spezie insieme a fiori di zucca fragranti di orto, mentre piccoli pesci di torrente si lasciano catturare da sapide esche di verdure in caviale. Una nota più intensa viene dal manzetto affumicato che trova negli asparagi crudi e nel ribes rosso i compagni perfetti. Ma ecco che i piselli e la loro verde tenerezza si incontrano con la trota, dolce e saporita per una crema che acquista così le sfaccettature più ricche della terra in germoglio. Proseguono le suggestioni con piccoli scrigni di pasta dove la carne di quel “checheto”, che dall’aia spesso sconfina a becchettare nell’erba del brolo vicino alla roggia, viene arricchita con aromatiche rondelle di asparagi. Colte ancora bagnate di rugiada, le ciliegie rosse e sugose si uniscono al riso Vialone nano per un risotto delicato e rinfrescante, in vista di una insalata tiepida di pollanca che si accoppia benissimo con frutta e verdura di stagione. Ritorna la trota, stavolta in compagnia di un caprino soffice e condito con grani di senape, in una millefoglie costruita con una cialda al grano saraceno per sapori antichi mediati da scelte estremamente moderne. Tanto moderne che si arriva anche alla presentazione di un hamburger, simbolo della cucina “fast”, che però ritrova nella preparazione al coltello la sua dimensione di pietanza nobile e importante. Per il dessert, ancora le ciliegie sono protagoniste di un cannolo friabile e delicato di ricotta misto pecora, che si sposa con una mousse di albicocche, rallegrata da una cialda dolce al grano saraceno. Un menu vibrante di sapori, per l’ultima serata a tema del ciclo “Cibus in Itinere”, ospitato al Piccolo Mondo di Zovencedo il 14 giugno.

Passeggiando in Val Liona.

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I nostri bei Colli offrono ogni giorno occasioni uniche per apprezzarli. Anche sul versante che delimita la Val Liona ci sono diversi itinerari in mezzo ad una natura rigogliosa che sembra fatta apposta per essere visitata in belle passeggiate. Un percorso facile e molto suggestivo è quello che parte da Pederiva di Grancona e si dirige verso il vicino mulino Tessari, che è ancora in attività. Stupisce ed emoziona vedere la grande ruota che si muove con la spinta dell’acqua e ancor più affascina la magia della macina, che produce la farina, che esce piano piano. Questo suggestivo ambiente risale ancora l 1400 e la sua età e la sua storia sono suggelli del lavoro dell’uomo che da secoli immutabile si attiva anche per il bene della comunità. Lasciato il mulino si può salire al monte Faeo-Lupia, una modesta altura (poco più che un colle) dai fianchi ripidi e boscosi. Arrivando in cima si scopre non una vera e propria cima, bensì una sorta di altopiano, attraversato da grandi doline, dove le coltivazioni di vite e ulivo ancora si vedono, limitate da prati e boscaglie. Proseguendo con il percorso si arriva ai “Casotti di San Germano dei Berici”. Si tratta di piccole costruzioni di grosse pietre a secco, ai margini dei poderi e spesso addossate ai muri a secco, formate da un unico piccolo vano senza fori di finestre e con un basso ingresso. Un tempo diffusi su tutti i Berici, ora rimangono in piedi solamente in questa zona, muti testimoni di un’epoca lontana. La caratteristica principale è la loro somiglianza con i trulli pugliesi o con le costruzioni accessorie dei nuraghi sardi, con il particolare del tetto (a pseudo cupola) ricoperto di terra e vegetazione. Tutte le ipotesi sulla loro costruzione sono state vagliate ma tuttavia rimangono ancora avvolti nel mistero. Di fatto c’è che sono stati più volte recuperati e restaurati nel corso degli anni e conservano intatto il loro fascino di manufatti antichi. Da questo punto è possibile ammirare lo stupendo paesaggio della Val Liona e le terre circostanti. Lì vicino è possibile fermarsi anche al bel Capitello con Madonna, chiamata “La Madoneta del monte Lupia”, datato 1936, ideato e costruito dai padri Gesuiti di Lonigo. Più avanti c’è una grande Croce, presso la quale si trova il decollo per i parapendii. In discesa, per tornare nuovamente verso Pederiva, si percorre il sentiero fra i boschi , si percorre l’argine del Liona si arriva agli impianti sportivi.