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I riti agostani.

Agosto è notoriamente il mese dedicato al riposo, tanto che il nome Ferragosto deriva dal latino Feriae Augusti che significa appunto “riposo di Augusto”, il primo imperatore romano da cui prende il nome l’ultimo mese d’estate. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall’imperatore stesso nel 18 a.C. e che aveva origine dalla tradizione dei Consualia, ovvero feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, che, per i Romani, era il dio della terra e della fertilità. In tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Un’altra usanza è quella di accendere grandi falò, che hanno lo scopo di scacciare le forze maligne, ritardando l’arrivo dell’autunno e dunque del freddo inverno. Altro rito scaramantico è legato all’acqua, e in particolare al bagno di mezzanotte: coloro che possono immergersi nel mare o in lago o torrente, sappiano che il bagno ha un valore propiziatorio perché si pensa che possa difendere dalla sfortuna e, nello stesso tempo, diventa una richiesta di portare pioggia dopo la siccità e il caldo estivo (es. in Irlanda). Nell’isola di Cefalonia, a Marcopoulos, invece, i pellegrini si recano nella chiesa della Madonna dei Serpenti per accarezzare e baciare i serpenti perché si dice che porti fortuna. Si tratta di un’usanza antichissima che ricorda quel giorno in cui le monache, per sfuggire ai turchi, chiesero alla Madonna di essere trasformate proprio in bisce.

Giugno, la falce in pugno.

Giugno è il mese del fieno, delle messi, della fine delle scuole e delle giornate lunghe. E’ anche il mese delle ciliegie: Marostica e Castegnero sono da sempre luoghi vocati per la coltivazione di questo frutto. Ma anche i piselli godono di una rinnovata raccolta in quel del Borso del Grappa, meno famosi di quelli di Lumignano, ma altrettanto apprezzati per dolcezza e tenerezza. In giugno si tiene anche il magico rituale della raccolta delle noci acerbe per preparare il nocino, mentre un’altra notte magica trova il suo compimento il 29 giugno, nel giorno che festeggia S.Pietro: la “barca” nata dall’albume d’uovo versato in una caraffa d’acqua si presta a vaticini per l’annata in corso. Giugno è anche il tempo dei fiori di sambuco trasformati in frittelle, portati in tavola fragranti e zuccherati, in onore di una tradizione semplice e antica.

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Benvenuta Primavera!

La primavera bussa alle porte. E ci trova tutti ansiosi di poter uscire, di poter godere della meraviglia di queste giornate tiepide, con la voglia di passeggiare nei prati, cogliendo le prime erbette spontanee che si mimetizzano con i boccioli dei fiori precoci.

Quest’anno la natura ci viene in soccorso, visto che la pandemia ancora imperversa. Ci aiuta a far trascorrere nel migliore dei modi le nostra giornate, spesso all’insegna dello smart working o di limitazioni spazio-temporali che non riusciamo ancora a sopportare bene.

La natura ispira anche i cuochi delle Buone Tavole che proprio grazie alle offerte di stagione riescono a preparare squisitezze e leccornie che alleggeriscono gli animi e riscaldano il cuore. Proprio come il sole di primavera.

Una primavera difficile: anomala, sofferta e solitaria. Ma che potrà esplodere comunque in tutta la sua pienezza attraverso una giusta pausa di gusto sulle colline di Vicenza, dove l’accoglienza e la professionalità dei nostri cinque ristoranti saprà ridare il sorriso anche in momenti poco sereni come questo.

La Locanda di Piero, Trattoria Albergo Isetta, Antica Trattoria Al Sole, Trattora Zamboni, Le Vescovane, vi aspettano per assicurarvi la primavera nel piatto, in tutta sicurezza.