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Quando la bici scalpita…

Sempre rimanendo nell’ambito dei Colli Berici si può effettuare un bell’itinerario cicloturistico percorrendo la dorsale di Villabalzana, da effettuarsi in mountain bike. Sono diversi gli anelli di percorso che si intersecano sulle prime propaggini dei colli e direttamente sulle alte vie dei Berici. Ci si può servire della ciclabile che porta da Vicenza verso la Riviera Berica, si toccano i paesi di Castegnero, Nanto, Barbarano, Mossano, Limignano, Toara e Villaga. Poi si prende l’innesto da uno di questi e si sale sull’alta via dei Colli Berici. Non tutti i sentieri che si trovano indicati sul percorso sono asfaltati, spesso invece sono sterrati e quindi necessitano di un po’ più di impegno. E’ comunque possibile servirsi anche di una buona city bike, che però sia in perfette condizioni sul piano della scorrevolezza dei cambi e delle ruote. Le percorrenze sono variabili e dipendono dall’andatura di ogni cicloturista, nonché dalla giornata e dalla personale voglia di correre. Su questi anelli tracciati idealmente sui tragitti collinari sono molte le meraviglie da ammirare: i paesaggi, ridenti e rigogliosi, fra freschi boschi e fontane di acqua sorgiva; i centri rurali, spesso cristallizzati in un tempo fiabesco, dove la natura è da sempre il principale attore del territorio. E inoltre si possono vedere e contemplare i vari insediamenti sparsi lungo il percorso: chiesette incustodite, capitelli votivi e testimonianze storiche. La corsa sui pedali e una certa fatica invogliano alla sosta e dove meglio riposarsi se non in un luogo curato e verdeggiante, circondato da un orto biologico come Le Vescovane, che sul crinale di Villabalzana dedica ai propri ospiti un’accoglienza ospitale Con Giovanni Sandri i sala e ai fornelli Davide Pauletto con una cucina realizzata con prodotti fatti in casa o colti a km Zero. Questo è solo un esempio di come stiano evolvendosi e strutturandosi i vari percorsi cicloturistici, anche in accordo con il progetto regionale “Dal lago alla laguna: esperienza slow tra natura e cultura” sviluppato dalle Buone Tavole dei Berici in collaborazione con Esac Formazione sotto l’egida del programma UN.ESCO: PassepARTout-Pigafetta a 500 anni dal giro del mondo.

Passeggiate di primavera: da Longare a Barbarano.

Da Longare, precisamente contrà Giacomelli, si parte per un bel percorso che attraverso prati e boschetti porta fino a località Scudeleta (Barbarano Vicentino). Si inizia seguendo il segnavia del sentiero n.1 del Monte delle Rose, abbandonando la strada comunale ed entrando nel Comune di Castegnero, zona famosa per le ciliegie. In quest’area si possono vedere dei caratteristici casolari che si trovano ai margini del bosco. Oltrepassato un capitello, molto bello e pittoresco, si prosegue fino alla località Sermondi, costeggiando una chiesetta del 1700, ormai abbandonata, e di lì si continua fino ad arrivare a Nanto, conosciuto per l’olio, il tartufo e la lavorazione della pietra tenera di Vicenza. Si arriva alla fontana di Trene e la si oltrepassa fino a giungere alla sommità del monte, dove si trovano le omonime grotte preistoriche, caratterizzate dalla presenza della fortificazione del Balza (iscrizione datata al 1509). Si imbocca poi la ripida strada dello Zimo, costeggiano un’ampia e spettacolare voragine creata dallo Scaranto Degora, mentre in contrà Tommasetto,poco più in là, si può ammirare la maestosità di un castagno gigantesco e secolare. Procedendo si arriva in vista della cima più alta dei Berici, il Monte Alto (440 m.), e così si entra prima nei territori di Mossano (con una discesa in paese, si possono visitare i mulini, la grotta di S.Bernardino e le Prigioni), e poi di Barbarano, ora legati anche in sede amministrativa. A Barbarano vicentino, patria del Tai Rosso, si può vedere la vecchia chiesa di S. Giovanni, ceduta nel 1954,assieme al monastero costruito di fianco, al Comando Trasmissioni dell’Esercito Italiano. Da qui, inizia la discesa sino ad arrivare in località Scudeleta.

San Valentino e Vicenza. Una devozione che dura da 500 anni.

A Vicenza, c’è una bella chiesa romanica dedicata a due fratelli originari di Vicenza, Felice e Fortunato, che alla fine del III° sec. si trovavano ad Aquileia, dove vennero martirizzati a causa della loro fede e le cui reliquie sono qui custodite. All’interno del sacrario, però c’è anche una reliquia particolare, quella di San Valentino, vescovo di Terni, patrono degli innamorati e che ogni 14 febbraio viene esposta per adorazione. All’interno della basilica viene distribuito anche un pane benedetto, che secondo la tradizione popolare dovrebbe preservare dalle malattie nervose. La tradizione della Festa di S. Valentino a Vicenza si ripete da 500 anni ed è stata spostata nella Basilica a seguito della sconsacrazione della Chiesa di S.Valentino della quale si può apprezzare la facciata al civico 54 di Corso San Felice. Sono trascorsi oltre 1.730 anni da quel 14 febbraio, giorno dalla morte, e il culto di San Valentino, il vescovo guaritore di Terni, è sempre vivo. San Valentino, inoltre, è venerato come protettore dei malati del “mal caduco” (epilessia). Ogni anno la chiesa si gremisce di fedeli, per i quali viene allestita una vera e propria festa dove bancarelle di dolciumi e altro, trovano posto sul sagrato antistante.