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Prestigioso riconoscimento per il Merlot Fra’ i Broli di Piovene Porto Godi

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L’azienda Alessandro Piovene Porto Godi di Villaga si aggiudica, con il suo Fra’ i Broli, la medaglia d’argento al Mondial du Merlot, da poco conclusosi a Lugano. Il concorso di Lugano ha visto 278 vini in gara in rappresentanza di 24 nazioni. La giuria internazionale, composta da 20 esperti degustatori, ha assegnato 19 Medaglie d’Oro a
Merlot provenienti da 7 nazioni e 70 Medaglie d’Argento da 16 diversi paesi. Il Fra’ i Broli nasce da uve provenienti da un vigneto di recente impianto, posizionato a circa 250 m slm, la parte più alta della proprietà vitata dell’azienda Piovene. Costituito da diversi cloni di Merlot, ha una densità di impianto fitta, compresa fra 4000 e 6250 ceppi per ettaro, e viene allevato in modo da ottenere una resa bassa, di circa 1 kg per pianta.
L’uva viene raccolta molto matura e subisce una macerazione con le bucce di 15 giorni, durante i quali il mosto viene sottoposta a ripetute follature. Dopo la fermentazione alcolica viene trasferito in barriques di rovere francesi, dove avviene la fermentazione malolattica e dove il vino riposa e si affina per 12-15 mesi. Ne risulta un vino longevo, con colore intenso, tendente al violaceo, che sprigiona al naso sentori di frutta rossa matura e di ciliegia, da accompagnare con carni rosse.

Aprile, di Renzo Pezzani

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Questo mese canterino
che ha un fioretto sullo stemma,
non dimentica un giardino,
non si scorda di una gemma.
Mostra i suoi color più belli
da ringhiere e da cancelli.
Cuor contento ed occhi puri,
con un filo d’erba in bocca,
mette il verde anche sui muri.
S’addormenta in mezzo al prato:
è felice d’esser nato.
Sopra il monte aspetta il sole.
Tutti i doni ha nella sporta
per lasciarne ad ogni porta.
Ma per sé altro non vuole
che la piuma di un uccello
per ornarsene il cappello.

Pasqua in Veneto.

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«A Pasqua, trista xe la polastra che no la faza el vovo” A Pasqua è triste la gallina che non fa l’uovo.L’uovo viene utilizzato per preparare alcune pietanze tipiche del pranzo di Pasqua, come la colomba, la focaccia pasquale e le tagliatelle (“Aleluia, aleluia, le papardele se desgarbuia”). La focaccia, con la sua rotondità, richiama l’immagine del sole che torna a dare la vita e la tradizione vuole che venisse anche preparata in occasioni dei fidanzamenti e donata alla famiglia della ragazza con dentro nascosto l’anello a suggellarne l’impegno. Ai tempi della Serenissima, il giorno di Pasqua in Basilica di San Marco era occasione di sfarzo e magnificenza del cerimoniale, con musiche sacre, addobbi e decori, esposizione dei tesori del Doge (che nel pomeriggio della domenica di Pasqua indossava eccezionalmente il ricco Corno dogale ingioiellato usato per l’incoronazione) e della Pala d’Oro. Ancora oggi a Gallio, sull’Altopiano dei Sette Comuni, nel giorno del Venerdì Santo si svolge una grande processione, durante la quale si porta la Croce per le strade del paese illuminate con lumi e fuochi. Si rinnova come ogni anno una forma antica di sacra Rappresentazione che rievoca i momenti più significativi della Passione di Cristo. A Fratta Polesine, il venerdì Santo si rievocano la Via Crucis e l’Ultima Cena, drammatizzate da figuranti in costume. Per la festa di Pasquetta ad Albaredo D’Adige viene organizzata una manifestazione lungo le sponde del fiume.ph.marcopolotv