Territorio

Dal Lago alla Laguna: esperienza slow fra natura e cultura.

Il Turismo diventa esperienziale e bisogna legare la visita all’esperienza di vita. Per farlo è necessario studiare dei nuovi metodi di approccio. Uno di questi è considerare in modo più approfondito il punto di vista del turista, che vuole essere al centro di una esperienza unica e coinvolgente che gli permetta di immergersi nella storia, nella realtà paesaggistica e culturale, fino alla tipicità del territorio.

Al progetto, che la Regione Veneto mette in campo per offrire maggiori opportunità al settore turistico, partecipano anche i ristoratori delle Buone Tavole dei Berici attraverso la collaborazione di Confcommercio.

Viene quindi affrontato un percorso ricco di spunti e di informazioni legate alla territorialità vista nel suo insieme più completo, in una dinamica esclusiva che possa poi trasmettere questi particolari input al turista che sceglie il Veneto e in particolare le zone collinari per trascorrere il suo tempo libero. L’intento è di costruire un itinerario alternativo, ricco di interesse e di contenuti per agevolare in modo migliore e più attento la conoscenza e l’apprezzamento del territorio.

Quando la bici scalpita…

Sempre rimanendo nell’ambito dei Colli Berici si può effettuare un bell’itinerario cicloturistico percorrendo la dorsale di Villabalzana, da effettuarsi in mountain bike. Sono diversi gli anelli di percorso che si intersecano sulle prime propaggini dei colli e direttamente sulle alte vie dei Berici. Ci si può servire della ciclabile che porta da Vicenza verso la Riviera Berica, si toccano i paesi di Castegnero, Nanto, Barbarano, Mossano, Limignano, Toara e Villaga. Poi si prende l’innesto da uno di questi e si sale sull’alta via dei Colli Berici. Non tutti i sentieri che si trovano indicati sul percorso sono asfaltati, spesso invece sono sterrati e quindi necessitano di un po’ più di impegno. E’ comunque possibile servirsi anche di una buona city bike, che però sia in perfette condizioni sul piano della scorrevolezza dei cambi e delle ruote. Le percorrenze sono variabili e dipendono dall’andatura di ogni cicloturista, nonché dalla giornata e dalla personale voglia di correre. Su questi anelli tracciati idealmente sui tragitti collinari sono molte le meraviglie da ammirare: i paesaggi, ridenti e rigogliosi, fra freschi boschi e fontane di acqua sorgiva; i centri rurali, spesso cristallizzati in un tempo fiabesco, dove la natura è da sempre il principale attore del territorio. E inoltre si possono vedere e contemplare i vari insediamenti sparsi lungo il percorso: chiesette incustodite, capitelli votivi e testimonianze storiche. La corsa sui pedali e una certa fatica invogliano alla sosta e dove meglio riposarsi se non in un luogo curato e verdeggiante, circondato da un orto biologico come Le Vescovane, che sul crinale di Villabalzana dedica ai propri ospiti un’accoglienza ospitale Con Giovanni Sandri i sala e ai fornelli Davide Pauletto con una cucina realizzata con prodotti fatti in casa o colti a km Zero. Questo è solo un esempio di come stiano evolvendosi e strutturandosi i vari percorsi cicloturistici, anche in accordo con il progetto regionale “Dal lago alla laguna: esperienza slow tra natura e cultura” sviluppato dalle Buone Tavole dei Berici in collaborazione con Esac Formazione sotto l’egida del programma UN.ESCO: PassepARTout-Pigafetta a 500 anni dal giro del mondo.

Passeggiate di primavera: da Longare a Barbarano.

Da Longare, precisamente contrà Giacomelli, si parte per un bel percorso che attraverso prati e boschetti porta fino a località Scudeleta (Barbarano Vicentino). Si inizia seguendo il segnavia del sentiero n.1 del Monte delle Rose, abbandonando la strada comunale ed entrando nel Comune di Castegnero, zona famosa per le ciliegie. In quest’area si possono vedere dei caratteristici casolari che si trovano ai margini del bosco. Oltrepassato un capitello, molto bello e pittoresco, si prosegue fino alla località Sermondi, costeggiando una chiesetta del 1700, ormai abbandonata, e di lì si continua fino ad arrivare a Nanto, conosciuto per l’olio, il tartufo e la lavorazione della pietra tenera di Vicenza. Si arriva alla fontana di Trene e la si oltrepassa fino a giungere alla sommità del monte, dove si trovano le omonime grotte preistoriche, caratterizzate dalla presenza della fortificazione del Balza (iscrizione datata al 1509). Si imbocca poi la ripida strada dello Zimo, costeggiano un’ampia e spettacolare voragine creata dallo Scaranto Degora, mentre in contrà Tommasetto,poco più in là, si può ammirare la maestosità di un castagno gigantesco e secolare. Procedendo si arriva in vista della cima più alta dei Berici, il Monte Alto (440 m.), e così si entra prima nei territori di Mossano (con una discesa in paese, si possono visitare i mulini, la grotta di S.Bernardino e le Prigioni), e poi di Barbarano, ora legati anche in sede amministrativa. A Barbarano vicentino, patria del Tai Rosso, si può vedere la vecchia chiesa di S. Giovanni, ceduta nel 1954,assieme al monastero costruito di fianco, al Comando Trasmissioni dell’Esercito Italiano. Da qui, inizia la discesa sino ad arrivare in località Scudeleta.